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lunedì 4 aprile 2011

Sol Invictus

Sol Invictus ("Sole invitto") o, per esteso, Deus Sol Invictus ("Dio Sole invitto") era un appellativo religioso usato per tre diverse divinità nel tardo Impero romano: Eliogabalo, Mitra e Sol.
Al contrario del precedente culto agreste di Sol Indiges ("Sole nativo" o "Sole invocato" - l'etimologia ed il significato del termine indiges sono dubbie), il titolo Deus Sol Invictus fu formato per analogia con la titolatura imperiale Pius, Felix, Invictus (Devoto, Fortunato, Invitto).

venerdì 1 aprile 2011

Chi ha scritto la Bibbia?

Bart D. Ehrman è “Distinguished Professor of Religious Studies” all’università del North Carolina e ha scritto diversi libri, pubblicati in Italia da Mondadori e Carocci, di cui si consiglia la lettura a tutti coloro che sono interessati allo studio critico dei testi considerati sacri da cristiani ed ebrei. Su Hufftington Post ha pubblicato un’interessante articolo in cui riprende un argomento affrontato in modo più approfondito nei suoi testi: l’identità di chi ha scritto alcuni dei testi biblici. Conviene riportare alcuni passi tradotti pari pari dall’articolo.

giovedì 31 marzo 2011

La atrocità della Bibbia

Se c'è una lettura che sarebbe davvero da consigliare ai giovani, è quella della "sacra" Bibbia: è uno dei modi migliori per allontanarli dalla religione. Perché poi sia preferibile tenere a debita distanza dalla religione i giovani, basta leggere alcune delle serafiche citazioni riportate di seguito dal "libro dei libri", alcune delle quali prese direttamente nientemeno che dalla bocca di nostro Signore ("nostro" per cristiani ed ebrei). A dire il vero, già leggendo queste poche righe, chi abbia un minimo di sensibilità e persino una goccia di religiosità, non potrà che rimanere inorridito da simili bestialità, e convincersi che davvero l'unica scusa per un dio simile è quella di non esistere. Difficile, invece, scusare gli uomini che le hanno scritte. Si potrebbe affermare che esse risalgono ad un'epoca e a una civiltà che rispetto alla nostra possono definirsi barbare, ma quando poi si constata che ancora oggi in diverse parti del mondo si applicano certe ingiunzioni religiose (vedi lapidazione, ripudio, sacrificio, ecc.), o che ancora oggi tra i popoli più colti e civili del mondo si crede che ciò che sta scritto nella Bibbia sia stato ispirato da un dio, beh! ogni scusa diventa improponibile.

Anche de Mattei attacca l’UAAR

Dopo padre Fanzaga (cfr. Ultimissima di ieri) anche Roberto de Mattei attacca l’UAAR, ritenendola responsabile delle tante critiche e richieste di dimissioni che gli stanno piovendo sul capo per le dichiarazioni sulla catastrofe giapponese rilasciate a Radio Maria. In un articolo pubblicato oggi su Libero, in prima pagina, il vicepresidente del CNR scrive di aver “svolto queste riflessioni, come cattolico, agli ascoltatori di una radio cattolica”. Ma l’UAAR “le ha registrate e messe in rete” [in realtà abbiamo soltanto immediatamente rilanciato la registrazione, NDA], “reclamando le mie dimissioni” (vero). “L’attacco furioso degli ateisti militanti non mi impressiona”, scrive de Mattei, perché a suo dire è solo “un’ennesima espressione della dittatura del relativismo a cui siamo sottoposti”. Quello che lo fa “riflettere”, conclude, è invece “l’imbarazzato silenzio del mondo cattolico, o peggio ancora, le confuse elucubrazioni sul mistero del male apparse su qualche sito che cattolico si professa”.